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Andrea De La Guarra ( postato a luglio 2019 )


Molti degli amici che ho intervistato non sono veneziani e finalmente  è venuto il momento di sentire la voce di un cliente affezionato, un veneziano, un novello scrittore.
Non si tratta di un veneziano qualsiasi ( a dirla tutta, nessun veneziano è uno qualsiasi! ), ma di un creativo a 360° che si presenta al pubblico con un nome d'arte, un innocente gioco di parole con la pretesa di scandalizzare un po' quando è possibile. 

Andrea De La Guarra.

Ha pubblicato "Eroi del silenzio", racconto che si legge in un pomeriggio, ambientato nel mondo del circo, che tra le  suggestoni di acrobati e bestie feroci, esplora sentimenti e legami famigliari molto, ma molto forti.


- Andrea, hai sempre amato esprimerti come artista. A quattro anni partecipavi alle selezioni per lo Zecchino d'oro, poi le gare di ginnastica artistica, la scuola di danza, il teatro , la carriera da modello,  il lavoro in discoteca, la regia di spettacoli ed ora la scrittura. Evidentemente ogni attività corrisponde a diverse fasi della vita.  Pensi che saresti stato in grado di scrivere con la stessa intensità di contenuti anche in anni meno "maturi" e quale delle attività già svolte invece ripescheresti volentieri per occupare  il futuro?​

In realtà quando mi capita di rileggere delle pagine scritte negli anni dell'adolescenza, mi stupisco di quanto "profondo" fossi già in tenera età, forse più di adesso. Nel tempo è cambiato lo stile della narrazione. Prima era scolastica,  seguiva quindi una linearità temporale dei fatti, ora è sicuramente più interessante, direi "acrobatica". Per quanto riguarda le attività svolte, le ripescherei tutte, eccetto, per ovvie ragioni anagrafiche,  la danza e la ginnastica artistica che giustamente richiedono un fisico sempre elastico...


- Sei cresciuto a Venezia, dove hai frequentato la scuola di recitazione dell'Avogaria, hai vissuto in diverse città europee e viaggiato  molto, per lavoro e diletto. In una classifica di cinque città a che posto metti Venezia e perchè? Le altre città cos'hanno che ti piace per essere
comunque nella top 5 ?

Venezia la metterei al primo e al quinto posto. Al primo perché è indubbiamente una città magica, quella del cuore, unica al mondo per la sua architettura e bellezza. Ultimo posto, su cinque, per il fatto che si è via via spopolata di residenti e viverci è diventato un lusso riservato a  pochi.

Al secondo posto per me c'è la Spagna in generale, mi piace il senso di libertà e la possibilità di espressione del "sé" che si respira in quel paese e delle quali è facile godere. 

Al terzo posto, Berlino per il fermento artistico che permea diversi quartieri da decenni. 

Al quarto posto, infine, Miami per lo stile di vita.​


- Nella vita tutto cambia e nulla è mai definitivo. Saresti in grado di individuare cosa non è mai cambiato nel tuo rapporto col prossimo e in quale aspetto delle relazioni, invece c'è stata un'evoluzione o un cambiamento evidente ?

Da quando sono adolescente non è mai cambiato l'entusiasmo e la curiosità con la quale mi approccio alle persone, a prescindere da sesso, estrazione sociale o razza. Col passare del tempo ho imparato ad essere meno impulsivo, contrariamente a quanto accadeva in passato, ora riesco a contare fino a 5  (non dico 10...) prima di "scattare" in situazioni che mi stanno strette. In generale ho imparato a non dare troppa importanza a cose che non la meritano.​



- Come regista di serate in discoteca e spettacoli in generale, hai anche un occhio ben allenato all'estetica, come un costumista. Che ruolo rivestono nel look rispettivamente gli occhiali da vista e da sole, al
di la della loro funzione correttiva o protettiva che sia ?

Secondo me è un ruolo da protagonista ! Basti pensare che quando ci facciamo una foto, per essere riconoscibili, ritraiamo il volto. Qualsiasi cosa si trova nello spazio compreso tra il collo e i capelli ci identifica in maniera netta e questo vale anche per gli accessori che indossiamo. Sono forme e colori che vanno a fondersi con le nostre fattezze. Sono strumenti che ti aiutano ad esprimerti, raccontano chi sei, chi o cosa vorresti essere e cosa vuoi. Quindi la scelta, oltre che essere la risposta ad un bisogno "medico" deve rispondere ai requisiti che ti dicevo ed aggiungo che in particolare gli occhiali non lo comprerei mai da internet, perché secondo me deve essere provato addosso. Le sue linee devono sposarsi con quelle del volto e le esigenze personali sono più facili da interpretare con un professionista accanto al momento della scelta.​


- Normalmente faccio sempre una domanda legata al cibo, alla cucina e alla convivialità. Nel tuo caso cambio un po' tema: se è vero che  mangiare è un piacere, a te,   in assoluto qual'è la cosa che da maggior piacere?​

Ci sono due le cose che amo particolarmente e per questo mi regalano piacere. 

Ridere è una e  l'altra, della quale non posso stare senza, è il contatto con il mondo animale. Posso tranquillamente saltare un pranzo o una cena, ma non posso togliermi il piacere di accarezzare un gatto, giocare con un cane e quello di farmi una sana risata.​

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