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OCCHIALI E STORIE DI VITA

 


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   PEOPLE WITH GLASSES

 Robin (postato a settembre 2016)

© 2019 Boudoir Galleria Ottica Venezia

+39 041 241 0192 | boudoirve@gmail.com | Venezia, Italia

Volti di donne e uomini, il look e i colori sono il suo pane quotidiano da oltre vent’anni, non c’è da meravigliarsi quindi di fronte a tanta disinvoltura e sicurezza nel riconoscere a colpo d’occhio i “pezzi migliori” e a metterli in relazione alla fisionomia di una persona. Ovviamente quando dico “pezzi” intendo occhiali e la persona in questione, come sempre, è un amico di Boudoir. Roberto Ciasca, meglio noto come Robin,  pseudonimo regalatogli dal suo maestro Gil Cagnè, è uno fra i truccatori più apprezzati nel mondo dello spettacolo.  Robin, viene a Venezia almeno una volta l’anno per curare l’immagine pubblica di attori italiani ed internazionali durante la Mostra del Cinema.  Il primo incontro tra noi, è avvenuto perchè aveva dimenticato a Roma gli occhiali che usa abitualmente per lavorare.  Un rapido controllo dell’efficenza visiva, la scelta obbligata di occhiali pronto uso per risolvere l’emergenza e lui era già proiettato su tutt’altro : occhiali da sole di ricerca assoluta che stava disponendo sul bancone come personale selezione del meglio che ho in negozio.  Come ottico consulente, c’è il rischio di sentirsi inutili, quando hai un cliente simile, invece io ho percepito una piacevolissima sintonia e ho avuto il piacere di conoscere un professionista dell’immagine estremamente alla mano e simpatico.

 

– Robin, passano sotto le tue mani ogni giorno i visi di attrici, cantanti, spose e anche persone comuni. Con loro stabilisci un contatto a livello visivo, verbale e anche fisico. Che relazione esiste tra il look di una persona e la sua interiorità ?

Quando lavori sull’immagine di qualcuno, cerchi di perseguire una coerenza tra quello che si vede e quello che i tuoi clienti hanno dentro o volutamente crei maschere diverse per mettere in risalto o nascondere alcuni lati del carattere?

Il rapporto con la loro interiorità è alla base per il loro look. La sensibilità di percepire la loro vera natura, anche attraverso l’esperienza, è fondamentale. Spesso i miei clienti non riescono ad esprimere tutto il loro “mondo” ed è mia responsabilità aiutarli a rivelarlo agli altri. Cerco di farli sentire assolutamente a loro agio nel look che creo, se non ho ponderato bene il loro “Io” si sentiranno insoddisfatti. Per ciò che concerne la maschera tutti ne indossiamo una, mai come in questo momento storico dove è assolutamente più importante apparire che essere. Io però non amo le maschere a livello estetico, paradossalmente far fruttare i propri difetti oggi personalizza, in una globalizzazione dilagante e devastante.

 

– Per lavoro, fai parte di un mondo patinato per entrare nel quale, molti farebbero carte false. Vedi da vicino la vita delle star ed un po’ con loro la condividi. Personalmente mi sei sembrato un uomo che però apprezza molto anche la vita lontano dalla ribalta. Come lo trovi il giusto equilibrio, tra lo “starci dentro” e “starci fuori ” che il  rispetto di te stesso, del tuo staff e dei tuoi clienti impone ?  

Ho faticato inizialmente a trovare un equilibrio e devo dire, a volte  soffrendo molto, nel trovarmi un ambiente che non rispecchia prontamente il mio modo di essere, la mia anima. Ho imparato che da ognuno si può trarre un insegnamento, a non giudicare e soprattutto a prendere quello che di bello c’è nel mio lavoro. Mi ritengo molto fortunato perché svolgo, con grande successo, un lavoro che ho scelto e che amo, ma quando ho terminato lascio lo “scintillio” della ribalta alle spalle e procedo per la mia strada. Capita a volte che inevitabilmente le due strade coincidano, ma non sono mai cambiato e questa è la mia salvezza. Con i miei clienti e il mio staff ho un ottimo rapporto fatto di rispetto e complicità, mi vogliono bene per quello che ero, quello che  sono e soprattutto continuerò ad essere.

 

– Venezia, anche se ho notato che la guardi con occhi di ammirazione per la sua bellezza, non è il tuo ambiente naturale. Cosa ti piacerebbe portarti da Roma nei tuoi soggiorni lagunari e cosa riporteresti a casa quando te ne vai ?

Venezia è meravigliosa mentre tutti dormono, porterei via il silenzio della notte e qualche risata isolata che rimbomba tra le calli e i canali… Da Roma vorrei portarmi sicuramente la bicicletta! Venezia è una città faticosa per gli spostamenti ( e anche molto cara ) e troppo umida per i miei gusti.

 

– Tema libero. Raccontaci col tuo linguaggio uno dei tuoi paia di occhiali e spiega la scelta di quest’anno di indossare occhiali da sole sul red carpet a Venezia

Gli occhiali per me sono molto importanti, i miei occhi sono molto sensibili, quindi porto sempre occhiali da sole, anche quando il cielo è nuvoloso. La sera indosso occhiali da riposo. Non amo la luce artificiale, sotto la quale spesso sono costretto a lavorare. Inoltre, ho sempre avuto un vista da falco, solo ora  comincio ad avere delle piccole difficoltà nella lettura. Oltre che una protezione, sono anche accessori di design fondamentali, rifiniscono il nostro look. Aborro quelli troppo aggressivi, mascherine e simili, li scelgo particolari e garbati, anche colorati. Spazio tra gli effetti di lenti sfumate a quelle specchiate a seconda del look e della situazione. Uno dei miei ultimi acquisti presso Boudoir, sono stati un paio di occhiali semispecchiati con lenti piatte antiriflesso, mi proteggono in maniera disinvolta dalla luce permettendomi di vedere anche con meno luce. La sera che ho deciso di indossare occhiali da sole sul red carpet, ero reduce da giornate di lavoro molto dure e sentivo gli occhi particolarmente stanchi, ho pensato quindi di tenerli, erano un accessorio perfetto per il mio look glamour e stravagante.

 

– Vorrei vedere se fin’ora ho consigliato correttamente le mie clienti.
Come si deve modificare il trucco degli occhi quando si indossano occhiali da vista ? Cambia solo il trucco degli occhi o va interamente rivisto il make up  ?  

Dipende dalle lenti e dalla montatura. In breve, se la montatura è scelta correttamente siamo avvantaggiati con lo sculpting per la valorizzazione della forma del volto. Bisogna sempre controllare se la montatura copre o no le sopracciglia. Se le lenti ingrandiscono, bisogna fare attenzione ai colori, alle sfumature e alle intensità che dovranno essere più contenute. Se, viceversa,  rimpiccioliscono bisognerà aumentare essenzialmente le intensità. Dipende dalla scelta della montatura, se c’è bisogno di rivedere l’intero make-up e soprattuto dal colore per fard e rossetto che dovranno essere scelti in tonalità armoniche.

 

– Nel blog di Boudoir, faccio sempre una domanda a tema gastronomico, forse perchè mangiando mi lascio andare di più. Le persone si conoscono a tavola… o si conoscono meglio al trucco?  Il tuo debole sono i dolci. Per quale dolce daresti via il tuo beauty di trucco con l’aerografo ? (* Robin è uno dei pochissimi maestri di questa tecnica in Italia)  

Da come si presentano truccate a tavola direi, mentre per gli uomini, da quanto sono curati, direi che il troppo storpia! Sempre più spesso in Italia assistiamo ad una perdita assoluta di “maschitudine” con sopracciglia spinzettate, barbe iper curate e corpi completamente depilati. Quando la posta in gioco è troppo alta, so resistere alle tentazioni: nessuna delizia potrebbe convincermi a barattare il mio beauty per un dolce.

 

Robin, Roberto Ciasca
Robin e Pamela Camassa
8000 ottomila eyewear
Robin e Loretta Goggi
Robin alla mostra del cinema di Venezia
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